22 marzo 2013

Ravenna.

Sebbene attualmente oscurata dalle più note città italiane, Ravenna possiede uno straordinario patrimonio artistico, essendo stata nel passato capitale di ben tre imperi: quello Romano d'Occidente, quello di Teodorico Re dei Goti e infine quello di Bisanzio in Europa. Questo passato straordinario è testimoniato da diverse basiliche e battisteri, nei quali si conserva il più ricco patrimonio di mosaici dell'umanità risalente al V e VI secolo. Ecco qui di seguito i principali luoghi di interesse di questa magnifica città che è possibile visitare interamente in un week end.

Basilica di San Vitale.
Questo tempio a forma ottagonale è fra i monumenti più importanti dell'arte paleocristiana in Italia. Non solo per lo splendore dei suoi mosaici, ma sopratutto per la completa adesione ai canoni dell'arte orientale.
Basilica di San Vitale.

Non ci sono navate, ma solo un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una cupola affrescata. 
Basilica di San Vitale.
Basilica di San Vitale.
Una volta staccati gli occhi dai mosaici, è possibile notare a terra una serie di cerchi concentrici con delle frecce: è un labirinto, come se ne trovano in molte chiese cristiane e simboleggia il percorso di uscita dal peccato verso la purificazione.
Basilica di San Vitale.

Il battistero degli ariani.

Questo battistero fu costruito durante il regno di Teodorico, quando Ravenna era la capitale dell'Impero e l'arianesimo era religione ufficiale della corte. L'arianesimo è sempre stato considerato un'eresia del Cristianesimo perché secondo questa dottrina Cristo era figlio di Dio, ma conservava la sua natura umana e la natura divina gli veniva comunicata solo attraverso il rito del battesimo. I mosaici sulla volta del battistero celebrano proprio il battesimo di Cristo. A differenza del vicino Battistero degli Ortodossi, qui il giovane Cristo non viene rappresentato come proveniente da oriente ("Luce da luce, Dio vero da Dio vero"), ma si dirige verso oriente, diventando divino solo nel momento del battesimo. E' un uomo, quindi non c'è "censura" sulla sua nudità mentre, immerso nelle acque del Giordano, Giovanni Battista gli comunica il Battesimo. Dall'alto scende la colomba divina, a irrorare con un soffio di luce, simbolo dello Spirito, il capo del Cristo.
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Mausoleo di Galla Placidia.

Avvicinandosi al Mausoleo di Galla Placidia non si immagina che la semplicità dell'esterno nasconda in pochi metri quadrati così splendidi mosaici, i più antichi di Ravenna.
Mausoleo di Galla Placidia.
Fu l'imperatore Onorio (che trasferì nel 402 la capitale dell' impero d'occidente da Milano a Ravenna) a volere questo mausoleo per dedicarlo alla sorella Galla Placidia. Il tema dei mosaici è la vittoria della vita sulla morte, in accordo con la destinazione funeraria dell'edificio. Ma è il cielo stellato riprodotto sulla volta a colpire più di tutto la fantasia dei visitatori e a restare impresso per sempre negli occhi.
Mausoleo di Galla Placidia.

Sant'Apollinare Nuovo.

Il nome di questa basilica è voluto per differenziarla da un'altra chiesa cittadina che portava lo stesso nome.
Sant'Apollinare Nuovo.
Essa ospita il più grande ciclo di mosaici del mondo; le pareti della navata centrale sono divise in tre fasce di mosaici ben distinte. La fascia più alta racconta la vita di Cristo, quella centrale raffigura Santi e Profeti, mentre quella inferiore ritrae il famoso Palazzo di Teodorico. La cancellazione della figura dell'Imperatore e di altri personaggi, ricoperti da drappi bianchi, avviene nel momento in cui la basilica passa dal culto ariano (per cui era stata costruita) al culto cattolico. Sulla parete di fronte è ritratto il porto di Classe, uno dei più importanti del Mediterraneo ai tempi dell'Impero Romano.
Sant'Apollinare Nuovo.

Tomba di Dante.

Per molti è una sorpresa scoprire che la Tomba di Dante si trovi a Ravenna e non a Firenze. Dante morì a Ravenna durante il suo esilio e nonostante i ripetuti tentativi di riportarlo nella città natale, è ancora qui. I Francescani del vicino convento trafugarono e conservarono gelosamente le ossa di Dante per diversi secoli, opponendosi alla volontà di sovrani e papi di riportare le spoglie a Firenze. 
Tomba di Dante.
Furono sempre loro a salvarle dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi a ricordare Firenze e la Toscana c'è la lampada votiva settecentesca alimentata con olio d'oliva degli appennini toscani che viene donato ogni anno (la seconda domenica di settembre) dalla città di Firenze.
Tomba di Dante.

Battistero Neoniano.
Il Battistero Neoniano fu la risposta cattolica (del vescovo Neone) all'eresia Ariana, che proprio in Ravenna aveva avuto il massimo splendore sotto il regno di Teodorico. 
Battistero Neoniano.
Una contrapposizione evidente si ritrova nel Cristo raffigurato nel mosaico sotto la cupola, che a differenza di quello nel vicino Battistero degli Ariani viene da Oriente ("Luce da luce, Dio vero da Dio vero") ed è divino anche prima del battesimo comunicatogli da Giovanni Battista e dalla colomba divina.
Battistero Neoniano.

Sant'Apollinare in Classe.

Tra le basiliche di Ravenna è quella più imponenete e maestosa. I suoi mosaici sfidano per bellezza quelli delle altre chiese della città e ritraggono Cristo circondato dai quattro evangelisti, mentre le pecore simboleggiano gli apostoli. 
Sant'Apollinare in Classe.
Il volto di Gesù compare al centro della Croce, in un tondo decorato con 99 stelle. Tutta la rappresentazione si svolge tra il cielo e l'incanto di un verde paesaggio paradisiaco ricco di rocce, alberi, fiori ed uccelli variopinti.
Sant'Apollinare in Classe.
Oggi la Basilica di Sant'Apollinare in Classe si trova a 8 km dal centro di Ravenna e a qualche chilometro dal mare, mentre quando venne costruita si trovava sulla sua riva. Accanto alla basilica infatti, ci sono gli scavi della grande area archeologica dell'antica città di Classe, sede della flotta romana nell'Adriatico.
Sant'Apollinare in Classe.

Mausoleo di Teodorico.

Secondo la leggenda la vasca in porfido rosso che si trova al piano superiore del Mausoleo è la stessa in cui trovò la morte l'Imperatore barbaro. Poiché aveva paura dei fulmini, in un giorno di temporale si rifugiò nel suo mausoleo, ma un fulmine venne a colpirlo proprio mentre stava facendo il bagno. Dalla fessura a forma di croce aperta nel tetto del Mausoleo, sarebbe poi arrivato un cavallo nero che lo avrebbe gettato nell'Etna! 
Mausoleo di Teodorico.
Sono tante le leggende sulla morte di questo re Barbarò che governò l'Italia per 33 anni portando tolleranza, pace e ricchezza e che si fece costruire questo mausoleo in pietra d'Istria affinché trovasse pace a Ravenna. La struttura a due piani a forma decagonale e con un massiccio tetto fatto con un unico blocco di pietra lo rende un monumento singolare, completamente differente rispetto agli edifici in mattone di Ravenna.
Mausoleo di Teodorico.
Info tratte da www.10cose.it

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