02 aprile 2014

Laboratorio StoriEmozioni. La tristezza.

La nuova emozione da noi affrontata in quest'ultimo periodo è la tristezza. Per conoscerla meglio abbiamo letto e drammatizzato alcune storie molto simpatiche e allo stesso tempo ricche di spunti di riflessione. 
La prima è quella intitolata "Il dinosauro triste".
Tanto tanto tempo fa, ma proprio tanto tanto tanto, ma cosa dico tanto? Milioni e milioni di anni fa, viveva in una grandissima foresta del Nord America, un dinosauro. Apparteneva alla specie più temuta mai apparsa sulla Terra: era infatti un Tirannosaurus Rex, meglio conosciuto come T-Rex. Se non sai com'è fatto un T-Rex, ti posso dire che era lungo come un autobus, alto come un lampione che trovi lungo i marciapiedi e pesante come sette automobili, con un testone enorme e tanti denti affilati. Comunque il protagonista della nostra storia era ancora un T-Rex molto giovane, e si chiamava Maru (all'epoca dei dinosauri i nomi erano davvero tanto strani) e aveva una sorella più piccola di nome Lasa.

Maru aveva atteso l'arrivo della sorellina con tanta trepidazione e un pò d'ansia, e quando l'uovo finalmente si era schiuso aveva visto così tanta gioia negli occhi di mamma e papà che aveva preso una decisione: avrebbe cercato anche lui di rendere felici mamma e papà come li aveva visti quel giorno in cui era nata la sua sorellina. Anzi, di più: avrebbe cercato di rendere felici tutti, ma proprio tutti. Da quel giorno Maru decise che non sarebbe mai più stato triste e che avrebbe fatto sempre ridere i suoi amici. Li avrebbe seguiti anche quando decidevano di fare cose pericolose, o vietate dai grandi, così i suoi amici sarebbero sempre stati contenti di stare con lui. Il tempo passava, Maru e Lasa crescevano e i genitori erano molto felici dei loro due cuccioli.
Qualche volta Maru si sentiva triste, ad esempio quando i suoi amici lo prendevano in giro o quando giocando gli facevano male, magari per sbaglio. Maru rideva, scherzava ed era soddisfatto di vedere che i suoi amici gli volevano bene e ridevano dei suoi scherzi e delle cose che diceva e faceva. Quella tristezza che ogni tanto sentiva la nascondeva sempre dietro a un sorriso. Un giorno Maru si sentì così triste, ma così triste che a sera faticò un bel pò a camminare fino a casa da mamma e papà, tanto che andò subito a dormire senza cena. La mattina dopo, Maru non riuscì più ad alzarsi. Spaventato, chiamò:“Mamma! Mamma!”. Mamma T-Rex accorse subito, tanto da sembrare che stesse arrivando un terremoto. Guardò Maru ed esclamò: “Figlio mio, che ti è successo?”. Maru era tutto gonfio, sembrava un palloncino come quelli delle feste di compleanno.
Mamma T-Rex chiamò suo marito:“Presto, corri a chiamare la Vecchia Saggia! Maru sta male!”. Papà T-Rex corse via come un fulmine e i suoi pesanti passi fecero tremare la terra. Gli animali della foresta corsero via spaventati: un T-Rex che correva faceva paura, e tutti se ne stavano alla larga. Tutti tranne la Vecchia Saggia. Niente e nessuno poteva smuovere la Vecchia Saggia, una tartaruga che nessuno, a memoria di dinosauro, aveva mai visto essere giovane. Doveva avere qualche centinaio d'anni, era talmente grande e pesante che ormai non si muoveva più. Papà dinosauro arrivò davanti alla Vecchia Saggia, e inchinandosi con rispetto chiese:“Puoi aiutarmi? Mio figlio Maru questa notte si è gonfiato come un pallone e non riesce più ad alzarsi!”. La tartaruga chiuse gli occhi, per un tempo che sembrò interminabile, poi li riaprì disse:“Portalo da me”. Papà dinosauro corse a casa, e assieme alla mamma e alla sorellina Lasa, trasportarono Maru dalla Vecchia Saggia. Lo adagiarono delicatamente davanti alla gigantesca tartaruga e attesero, trattenendo il respiro, di sapere quale strana malattia avesse il piccolo T-Rex. La Vecchia Saggia si prese tutto il tempo necessario. Se era diventata tanto vecchia e tanto saggia, era proprio perché aveva sempre fatto le cose con calma. Osservò Maru molto attentamente, lo annusò, chiuse gli occhi e ascoltò il suo respiro affannoso. Infine sollevò una delle sue zampone e gli tastò delicatamente le pancia. Boing! Blub! Splash! - si sentì arrivare dalla pancia gonfia di Maru.
La Vecchia Saggia cominciò lentamente, ma inesorabilmente a sorridere, annuendo con la sua testona verde. Alla fine annunciò solennemente:“Ho capito”. Mamma e papà T-Rex scalpitavano, Lasa la sorellina saltellava da un piede all'altro impaziente, ma tutti e tre sapevano di dover solo aspettare il responso della tartaruga. Finalmente la Vecchia Saggia parlò: “Questo dinosauro è pieno di lacrime non piante!”. Maru, disteso a terra, spalancò gli occhi: pensava di avere una malattia grave, o di aver mangiato qualcosa che gli aveva fatto venire il mal di pancia e invece questa vecchia tartaruga rugosa gli stava dicendo che dentro alla sua pancia c'era un mare di lacrime??? La Vecchia Saggia guardò Maru senza parlare, e il suo sguardo era così colmo di amore, di comprensione e di saggezza, che Maru sentì qualcosa muoversi dentro alla sua pancia. Blub! Splash! Boing! E poi, come una cascata, finalmente i suoi occhi cominciarono a lacrimare. E scesero lacrime su lacrime, prima silenziose, poi accompagnate anche dai singhiozzi.
Maru, il dinosauro allegro fuori e triste dentro, aveva finalmente potuto piangere tutte le lacrime che aveva trattenuto dentro di sé in quegli anni. La Vecchia Saggia cominciò lentamente a ridere per quel mare di lacrime che le lavava via lo sporco dalla corazza, e anche Maru, dopo tutte quelle lacrime, sorrise e poi cominciò a ridere di gusto, come non aveva mai riso in tutta la sua vita. Si alzò, nuovamente in forma, e guardò mamma, papà e la sorellina, che si erano uniti alla risata di gruppo. La Vecchia Saggia chiese a Maru: “Cos'hai imparato oggi, giovane dinosauro?” Maru ci pensò su, sguazzando con i piedoni tra le sue stesse lacrime, poi fece un gran sospiro e disse: “Ho imparato che quando si è tristi bisogna lasciar uscire le lacrime e quando si è felici bisogna lasciar uscire le risate. Che far finta di essere allegri quando dentro si è tristi, può fare male.” “Si, giovane T-Rex, oggi hai imparato una bella e importante lezione.” La famiglia di dinosauri tornò a casa, e la terra di nuovo tremò. Maru, il dinosauro triste, imparò da quel giorno in poi a vivere i suoi sentimenti, anche quelli più brutti o complicati, senza più nasconderli. Visse molto molto a lungo e quando fu in là con gli anni i dinosauri della tribù lo chiamarono Maru il Saggio.

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