08 ottobre 2015

"I musicanti di Brema". Educazione Musicale e l'Autunno.

I musicanti di Brema
Un uomo aveva un vecchio asino che lo aveva servito assiduamente per molti anni, ma ora le sue forze lo abbandonavano e di giorno in giorno diveniva sempre più incapace di lavorare. Il padrone pensò allora di toglierselo di mezzo, ma l'asino accortosi che non tirava buon vento, scappò e prese la via di Brema. Laggiù, pensava, avrebbe potuto fare parte della banda della città suonando il suo strumento preferito: la chitarra!

Dopo aver camminato per un po’, trovò un cane da caccia che giaceva sulla strada ansimando. "Perché soffi così?" domandò l'asino. "Ah!” rispose il cane, “Siccome sono vecchio e divento sempre più debole, non riesco più ad andare a caccia e quindi il mio padrone aveva intenzione di uccidermi. Allora, appena ho potuto me la sono data a gambe, ma adesso come farò a trovare il cibo per vivere?". "Sai?" disse l'asino, "Io vado a Brema a fare il musicante, vieni anche tu e fatti assumere nella banda." Il cane, che era bravissimo a suonare il tamburello, fu subito d'accordo e andarono avanti insieme.
Poco dopo trovarono per strada un gatto dall'aspetto molto triste. "Ti è andato storto qualcosa?" domandò l'asino. "Come si fa a essere allegri se ne va di mezzo la pelle?” disse il gatto, “Dato che invecchio i miei denti si smussano e preferisco starmene accanto alla stufa invece di dare la caccia ai topi, così la mia padrona ha tentato di annegarmi! L'ho scampata è vero, ma adesso è un bel pasticcio: dove andrò?". "Vieni con noi a Brema” gli dissero i due nuovi amici, “Potresti suonare il flauto ed entrare con noi nella banda del paese!" Il gatto acconsentì e andò con loro.

Poi i tre fuggiaschi passarono davanti a un cortile, sul portone c'era il gallo del pollaio che strillava a più non posso. "Strilli da rompere i timpani!" disse l'asino, "Che ti piglia?". "Mi sto sfogando un po’’ rispose il gallo, "Ho sentito che la mia padrona domani vuole mettermi in pentola per farmi mangiare dai suoi ospiti”. "Macché, Cresta rossa!" disse l'asino, "Vieni piuttosto con noi a Brema, qualcosa meglio della morte lo trovi dappertutto! Tu hai una bella voce e puoi suonare i piatti, se faremo della musica tutti insieme sarà una bellezza!".

Al gallo piacque la proposta e se ne andarono tutti e quattro, ma non potevano raggiungere Brema in un solo giorno e la sera giunsero in un bosco dove si apprestarono a passare la notte. L'asino e il cane si sdraiarono sotto un albero, mentre il gatto e il gallo salirono sui rami, ma il gallo volò fino in cima dove si sentiva più al sicuro. Prima di addormentarsi guardò ancora una volta in tutte le direzioni e gli parve di vedere in lontananza una piccola luce; così gridò ai compagni che non molto distante doveva esserci per forza una casa. Allora l'asino disse: "Mettiamoci in cammino, magari la troveremo un riparo migliore!". Perciò si avviarono verso la zona da cui proveniva la luce e ben presto la videro brillare sempre più grande, finché giunsero davanti a una casa dove abitavano dei briganti. L'asino, che era il più alto, si avvicinò alla finestra e guardò dentro. "Cosa vedi, testa grigia?" domandò il gallo. "Cosa vedo?" rispose l'asino, "Una tavola apparecchiata con ogni ben di Dio e attorno i briganti che se la spassano!". "Farebbe proprio al caso nostro." disse il gallo. "Ah, se fossimo là dentro!" esclamò l'asino. Allora gli animali pensarono al modo di cacciar fuori i briganti e alla fine trovarono il sistema: l'asino dovette appoggiarsi alla finestra con le zampe davanti, il cane saltare sul dorso dell'asino, il gatto arrampicarsi sul cane e infine il gallo si alzò in volo e si posò sulla testa del gatto. Ma non bastava farsi vedere dalla finestra, a un dato segnale incominciarono tutti insieme il loro concerto: l'asino ragliava e strimpellava la chitarra, il cane abbaiava scuotendo il tamburello, il gatto miagolava e soffiava nel flauto e il gallo cantava sbattendo i piatti. Poi dalla finestra piombarono dentro la stanza facendo andare in pezzi i vetri. I briganti, spaventati da quell'orrendo schiamazzo, pensarono che fosse entrato un fantasma e fuggirono spaventati nel bosco. I quattro compagni sedettero subito a tavola e fecero scorpacciata di tutto quello che era rimasto. Quando ebbero finito spensero la luce e si cercarono un posto per dormire comodamente, ciascuno secondo la propria natura. L'asino si sdraiò sul letamaio, il cane dietro la porta, il gatto sulla cenere calda del camino e il gallo sulle travi del tetto e poiché erano tanto stanchi, si addormentarono subito. Passata la mezzanotte i briganti videro da lontano che in casa non ardeva più nessun lume e tutto sembrava tranquillo, allora il loro capo disse: "Non avremmo dovuto lasciarci impaurire!" e mandò uno a ispezionare la casa. Tutto sembrava calmo, il brigante vide qualcosa brillare nel camino e pensando fossero due pezzi di brace soffiò per ravvivare il fuoco. Però non si trattava delle braci, ma degli occhi del gatto che subito gli saltò in faccia soffiando e graffiandolo. Il brigante si spaventò a morte e tentò di fuggire dalla porta sul retro, ma là era sdraiato il cane che balzò in piedi e lo morse a una gamba e quando attraversò di corsa il cortile, passando davanti al letamaio, l'asino gli diede un bel calcio con la zampa di dietro e il gallo, che si era svegliato per il baccano, strillò a più non posso dalla sua trave: "Chicchiricchì!". Allora il brigante tornò dal suo capo correndo a più non posso e disse: "Ah, in casa c'è un'orribile strega che mi ha soffiato addosso e mi ha graffiato la faccia con le sue unghiacce e sulla porta c'è un uomo con un coltello che mi ha ferito alla gamba e nel cortile c'è un mostro nero che mi si è scagliato contro con una mazza di legno e in cima dal tetto si sentiva un fantasma gridare a più non posso; allora me la sono data a gambe!". Da quel giorno i briganti non si arrischiarono più a ritornare nella casa, mentre i quattro musicanti ci stavano così bene che non vollero più andarsene e ogni sera suonavano per sé stessi un concerto “scaccia-briganti!”.

Fine

Nessun commento:

Posta un commento